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Lavorare tra culture diverse

Lavorare tra culture diverse non significa soprattutto conoscere le regole di ogni Paese. Significa notare le proprie abitudini date per scontate e lasciare spazio a quelle degli altri.

Ho lavorato con team e candidati in Italia, in Portogallo e ben oltre, spesso tutto nello stesso momento. L’engagement interculturale è diventato una delle competenze su cui faccio più affidamento, nel recruiting come nella ricerca.

Le abitudini sono invisibili finché non si scontrano

Ognuno porta con sé idee su come dovrebbe funzionare il lavoro: quanto deve essere diretto un feedback, cosa significa davvero una scadenza, quante chiacchiere vengono prima degli affari, chi parla per primo in una riunione. Nessuna di queste è giusta o sbagliata. Diventano un problema solo quando si dà per scontato che la propria sia universale.

Dove emerge nel lavoro con le persone

  • Colloqui. Un’autopresentazione che in una cultura sembra sicura in un’altra può sembrare presuntuosa. La modestia può essere scambiata per mancanza di ambizione.
  • Feedback. Un accenno delicato può passare inosservato a chi è abituato a un feedback diretto, mentre commenti schietti possono sembrare duri ad altri.
  • Stile di comunicazione. Alcune persone dicono sì per intendere “ti ho sentito”, non “sono d’accordo”.
  • Lingua. Lavorare in una seconda o terza lingua richiede uno sforzo in più, e può nascondere competenze reali.

Cosa aiuta

Cerco di rendere esplicite le aspettative: come sarà il feedback, come si prendono le decisioni, cosa significa “urgente”. Nei colloqui, domande strutturate e criteri chiari riducono il rischio di premiare uno stile familiare invece delle capacità reali. Ma soprattutto aiuta la curiosità. Chiedere “come affronti di solito questa cosa?” apre più porte che dare per scontato.

La diversità è il punto

Stili di lavoro diversi possono creare attriti, ma portano anche idee migliori e reti più ampie. L’obiettivo non è che tutti lavorino allo stesso modo, ma che modi di lavorare diversi riescano a incastrarsi.

La consapevolezza culturale parte da una domanda: cosa sto dando per scontato?

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